Quando si parla di birre vintage ci si trova sempre di fronte a una domanda: perché aspettare? Sebbene la risposta sembri ovvia, esprimere una sentenza è impossibile. Far maturare le birre in cantina, infatti, è più un rischioso hobby che una pratica con esiti sicuri.

Rimandare anche di 10 anni il momento dell’assaggio, sfidando la data di scadenza, infatti, non sempre paga: il risultato può non essere quel tocco di “maderizzazione” che attendevate, ma una birra con una decisa tendenza al marsala, spenta e ben oltre il suo picco nella curva dell’evoluzione. Questo accade perché le variabili che incidono su questo processo sono molte, di cui solo poche controllabili. Vediamo insieme qualche consiglio, se volete addentrarvi nel favoloso mondo delle birre vintage.

Scegliere lo stile

È importante scegliere attentamente lo stile. Sono solo pochi quelli che amano le lunghe maturazioni. Le migliori candidate alla maturazione in bottiglia sono birre di alto grado alcolico, come Barley Wine, Old Ale, Imperial Stout, Belgian Strong Ale, Quadrupel, Tripel, Barrel Aged eccetera. Di queste è utile valutare l’alcolicità, ma anche il corpo, perché più una birra ha struttura, meglio reggerà il trascorrere del tempo. Fanno categoria a sé le birre acide: i Lambic in cantina sono una delle poche certezze di riuscita di questa roulette russa.

Non sulla mensola della cucina

Le birre vintage hanno bisogno di tre condizioni perfette per “invecchiare” correttamente: oscurità, temperatura e umidità. Tenere sempre lontana la luce dalla birra; la luce reagisce con gli iso alfa-acidi del luppolo che si combinano alle sostanze solforose all’interno della bottiglia: l’effetto skunky, insomma, è dietro l’angolo.

La birra dovrebbe maturare in un ambiente fresco, idealmente tra i 12 e i 18 gradi centigradi. Anche l’umidità va tenuta sotto controllo, soprattutto se tra le bottiglie da invecchiare ce ne sono con il tappo in sughero (in sughero vero).Queste tre condizioni devono essere il più possibile stabili, evitando picchi al cambio di stagione.

Dritta o sdraiata?

Dipende essenzialmente dal tappo. La teoria stretta vuole che birre con il tappo in sughero vero vadano disposte in orizzontale, e quelle con il tappo a corona in verticale. Ma come dicevamo prima, le birre vintage sono una passione che si basa su poche certezze e molti esperimenti. Per esempio, non sono pochi a credere che la conservazione verticale sia sempre il metodo migliore: innanzitutto perché il sughero potrebbe portare sapori indesiderabili di muffa o “di sughero” nella birra; in secondo luogo, quando la birra viene conservata orizzontalmente, il sedimento si deposita lungo il fianco, con più probabilità che finisca nel bicchiere, nonostante venga servita adagiata nel tipico cestino di vimini.

Quanto aspettare

Nessuno lo sa per certo; birrai e bevitori di birra, di solito, determinano il momento migliore per stappare una vintage per tentativi ed errori. Andate, quindi, per approssimazione. Stipate la cantina con almeno 10 referenze della stessa birra e, periodicamente, assaggiatene una. Capirete da soli quando un tipo di birra in particolare è nel suo picco.